Sul Calendario romano

Il Calendario più arcaico, di cui si ha trasmissione e memoria, è il Calendario Romuleo. L’anno era diviso in dieci mesi e contava 304 giorni, aveva inizio in Martivs e terminava al decimo mese, December.

Sappiamo che l’organizzazione del primo Kalendarium corrisponde alla suddivisione Romulea dell’Annus in dieci parti, una divisione denaria che esprime la struttura completa fissa verticale dell’Essere, l’Annus Romvleus è un Annus Polare che riflette la presenza del Principio e la sua immediata prossimità all’origine aurea; in questo Anno si ha l’inizio col Solstizio d’inverno, con la nascita-rinascita del Sole Invitto, come in tutte le Tradizioni primordiali.

Di fatto il primo giorno coincideva con il primo di Martius, fissando così il principio dell’anno alla volontà agente del Cielo che dà inizio ai Menses, espressa dalla discesa solare attiva che attua il mondo con la forza determinatrice e formatrice, traendolo dalla tenebra, con ciò l’anno diviene l’attuazione-regale della cosmogonia attraverso la Volontà Divina Agente Mars, esso si presenta come sviluppo della Regalità Polare, di cui Romulus è esponente.

La codifica duodenaria dell’Annus si deve a Rex Numa, che esprime la polarizzazione e la predominanza del ciclo solare assiale su quello polare. Il duodenario esprime la struttura completa dell’Essere ma in senso dinamico ed orizzontale, e l’Annus Numano esprime questa “bicipità”, anche nella immanentizzazione di Ianus, con il mese a lui dedicato, proiettando il Polo nella manifestazione.

Questa interposizione fa apparire l’inizio dell’Annus a Primavera, attorno all’Equinozio come nelle altre tradizioni solari.
Col passaggio dal Polo al Sole, allo Spirito si aggiunge l’Anima, così al Sole si aggiunge la Luna. Numa divide l’anno in Menses lunari, l’oro e il centro solare ha di fronte a sé un riflettente in cui appare riflesso, da Apollo fisso a Helios mutevole e successivamente Luna, e con la Luna compare Dioniso ed il ciclo esistenziale connesso alla corporeità. Ora l’Annus non esprime più una discesa solare regale marziale, ma una risalita eroica erculea e contemporaneamente una modalità lunare misterico-sacerdotale di considerare il Principio, che in Numa in parte si invera.

Il passaggio dal 10 al 12 sarebbe avvenuto simbolicamente nel passaggio fra Romolo e Numa,il 10 è un numero lunare, il 12 è un numero solare. Il primo Calendario sarebbe il più antico e primordiale Calendario dell’umanità, che coincide con quello di altre tradizioni, specie quelle Hindù e Avestica che parlano di una estate di dieci mesi che si manifestava nell’Ayrianam Vaejo, nella prima stazione artica di discesa prima che l’antica terra fosse invasa dallo spirito del male che vi apportò ghiacci e freddissimi inverni.

Numa passa da un calendario lunare-arcaico ad un calendario luni-solare, aggiungendo due mesi dopo December, Ianuarius e Februarius, lasciando inalterato l’inizio dell’anno a Martius, inizio che si modificherà solo col computare alle Kalendae Ianuariae (di Gennaio), il primo giorno dell’anno; ciò avvenne quando si passò alla Repubblica, col fatto che i Consoli si intronavano quel giorno.

Cesare adottò il calendario di tipo solare su ispirazione del modello egizio. In virtù della sua carica di Pontefice Massimo e con l’assistenza dell’astronomo greco Sosigene, fatto venire da Alessandria, nell’anno DCCVIII a.V.c. egli decise il nuovo calendario, il quale non avrebbe più computato le fasi lunari, ma si adattava invece il più possibile al ciclo solare fisso.

Il nuovo sistema doveva misurare l’anno in giorni e non in lunazioni e, dato che la lunghezza dell’anno tropico era calcolato in 365,25 giorni, perché l’anno avesse numero intero di giorni, fu fissato in 365 giorni.

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