Il neospiritualismo contemporaneo

Alcuni cenni alle caratteristiche del neospiritualismo contemporaneo

Tutti coloro che, direttamente o indirettamente, si comportano secondo gli indirizzi neospiritualisti contemporanei, sono coinvolti in un disegno sovversivo e dissolutore generale, il cui scopo è quello di costituire la parodia della spiritualità tradizionale. La compiuta realizzazione di questo disegno coinciderà con il punto terminale della catabasi della presente umanità, raggiunto il quale avrà luogo una nuova palingenesi universale.

Tutti coloro che sono soggetti alla falsa spiritualità finiscono per perdersi, a causa della promozione della “realizzazione alla rovescia”, con la quale si compie la disintegrazione dell’essere cosciente e la sua dissoluzione senza ritorno nello psichismo infero. Vi sono alcuni elementi caratteristici che individuano la natura della spiritualità irregolare. Innanzitutto il completo svincolamento del soggetto egoico-somatico da ogni dimensione sovrannaturale, divina e trascendente, e dalle strutture della sua immanenza, costituite negli istituti religiosi tradizionali e resi presenti dalle autorità religiose legittime, secondo le modalità opportune disposte dalla Sapienza Divina Eterna e tradotte nelle condotte religiose specifiche. I nuovi indirizzi pseudospirituali propongono false forme di religiosità e spiritualità, secondo l’io, in funzione dell’io, per la “realizzazione dell’io”, dell’io inteso esclusivamente nella sua dimensione individuale e somatica. Questa religiosità “fai da te” è completamente estranea ai processi regolari attraverso cui l’uomo si costituisce come religioso all’interno di una tradizione religiosa specifica, anzi, l’organizzazione delle attività pseudoreligiose avviene attraverso il saccheggio e il plagio di scritture, documenti e discipline senza rispettare la regolarità della tradizione, ovvero le procedure della trasmissione della sapienza divina stabilite in principio dalla stessa Divinità o dal Fondatore Divino della religione. In particolare, la riorganizzazione in senso caricaturale della religione tradizionale prevede: la completa destrutturazione dell’animo religioso; l’eliminazione del suo riferimento a Dio o al Principio Divino da cui ogni suo atto dipende; lo svincolamento da ogni adeguamento alla Giustizia Divina; l’abbandono di ogni morale religiosa, degli uffici famigliari e civili fondamentali, con particolare riferimento all’eliminazione della responsabilità religiosa delle azioni dell’uomo e allo sradicamento di ogni senso di colpa e della relativa prassi di pentimento e riconciliazione. L’io titanico diventa in tal modo il giudice di tutto, persino di Dio, il suo licenzioso “ benessere spirituale” diventa l’unico criterio di misura per ogni azione.

A partire da questi presupposti “umani” la falsa religiosità si sviluppa nell’ambito dell’individualismo, dell’umanismo, del razionalismo e del naturalismo. Dato che la falsa spiritualità si preoccupa di soddisfare le esigenze del misto psicofisico transeunte e corruttibile, una delle conseguenze più deleterie di questa direzione involutiva e parodistica è costituita dallo psicologismo. Già durante il Medioevo, nell’opera di Tommaso D’Aquino si è definita un’inclinazione tendente a ridurre lo spirituale allo psicologico, considerando però tutto il dominio psicologico dell’uomo, in tutta la sua estensione sovrasensibile, ovvero l’operatività razionale superiore che interessa l’anima separata dal corpo.

Con l’ingresso nella modernità vi è stata una progressiva negazione della realtà spirituale, la quale ha un carattere metafisico e sovrapsichico. Allo stesso tempo si è chiamato spirituale ciò che è solo psichico, poi, nell’ultimo periodo, il dominio psicologico è stato ridotto esclusivamente a ciò che di esso si trova in relazione con la corporeità, finendo per considerare “spirituale” addirittura ciò che è “subpsichico”, come la forza vitale dell’organismo. Ultimamente si attribuisce una natura “spirituale” alla dimensione psicologica inconscia profonda, agli stati di subcoscienza, al sentimento oceanico, alle esperienze di fusione con la natura, all’inconscio collettivo, ecc. L’individuo moderno è una figura nuova nella storia dell’umanità, la sua identità e la sua condotta sono il prodotto della sua alienazione dal dominio metafisico e spirituale, ma anche dal dominio psicologico superiore. Ridotto all’individuazione corporea, la sua identità si confonde coi prolungamenti inferi dell’anima immanenti nel corpo. Imprigionato nel dominio intrapsichico, l’animo crede di applicarsi al suo “sviluppo spirituale” mentre, in realtà, non si dispiega altro che in un percorso psicologico, all’interno dello psicologismo inferiore.

Estratto dall’articolo Il problema della ricerca spirituale di
A. R.Q, pubblicato in «Satvrnia Regna» n. 60-61

Sommario
n. 60
a. Un risultato inevitabile: la spiritualità alla rovescia e
i segni dei tempi
b. La situazione religiosa dei giovani italiani e la loro ricerca spirituale
c. Alcuni cenni alle caratteristiche del neospiritualismo contemporaneo
d. Alcune precisazioni fondamentali sulla “realizzazione spirituale”
e.  Il problema dell’irregolarità 

n. 61
f. Gli elementi che caratterizzano la ricerca spirituale irregolare

f.1 La costituzione del proprio percorso individuale
f. 2. Le diverse forme dei ricercatori irregolari
f. 3. La via esteriore del tradizionalismo
f. 4. La ricerca selvaggia dell’iniziazione
f. 5. L’esposizione alla credulità
f. 6. Varie proposte ingannevoli
g. L’ordine regolare della ricerca spirituale: le condizioni oggettive
g. 1. Il problema epistemico e culturale
g. 2. Le istituzioni religiose regolari
g. 3. Le autorità religiose e i maestri spirituali
g. 4. Le procedure regolari dell’accoglienza negli enti religiosi tradizionali
h. L’ordine regolare della ricerca spirituale: le condizioni soggettive
h. 1. La formazione religiosa preliminare
h. 2. La conversione religiosa
h.3. La costituzione dello stato di discente e il rapporto con l’autorità religiosa o il maestro
h. 4. La vita religiosa regolare