//Lebano • Opere • vol. V • Saggio del Volgarizzamento della Bibbia • Il randello

Lebano • Opere • vol. V • Saggio del Volgarizzamento della Bibbia • Il randello

12.00

L’opera di Lebano presenta un tratto distintivo, che si rileva in tutti gli scritti, in essa si compie una doppia operazione, condotta soprattutto attraverso i significati più arcani della lingua, suffragati da una profonda conoscenza degli antichi autori e da una capacità non comune di penetrare gli arcani dei loro scritti.

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Descrizione

“Nella silenziosa solitudine della sua splendida villa il comm. Giustiniano Lebano è tutto intento a dare gli ultimi ritocchi alla sua traduzione della Bibbia vivamente desiderata ed attesa dai dotti europei come quella che getterà piena luce sulla contenenza dei parlari arcani […]. Già il Lebano con altre sue pregevoli opere ha fatto comprendere, per quanto gli è stato possibile, in che modo vanno interpretati alcuni scrittori classici antichi, che, iniziati negli antri misteriosi, usavano il cosiddetto giano, ossia il linguaggio di due significati: uno per la plebe e l’altro pei savii. …”

In questo modo il Laurini (amico e forse discepolo di G. Lebano) presenta e fa pubblicare il Saggio del Volgarizzamento della Bibbia, sull’Irno di Salerno nel 1902  che qui ridiamo alle stampe.

L’audace traduzione del Lebano  suscita la reazione di un tale ‘ignoto CP’, il quale pubblicherà sul quindicinale cattolico Il Buon Senso un agguerrito articolo (che pubblichiamo in appendice).

Non tardò ovviamente la risposta del Lebano che, di contro, pubblicò l’opuscolo Il randello, con l’intento di “battere” insieme all’ignoto Cp, tutta la turba dei grammaticonzoli, a partire da questo assunto:

Erano tre i Parlari nel vetusto.

Demotico era il primo, ed il secondo
Hieratico appellato, o pur giocondo;
Il terzo in Geroglifi  avea l’augusto.

Ne Il Randello esamina dunque diverse scritture in chiave arcana, presenta anzitutto la sua tesi sui natali di Virgilio: Vergilio è Romano, non mantovano.  Si dedica poi alla prima voce della Genesi, EN APXE, Nell’Arca Arcana, che “apre il proscenio al gran teatro della Archeologia arcana.”  Tratta di filologia biblica con il Giona e dedica due capitoli al tema Degli Elisi: “son persuaso che tale voce scaturisca da Eli-isis che vale, come ho detto il Sole e la Luna, cioè la conoscenza generale e completa delle proprietà di questi due grandi luminarii dell’universo […] Da che parte più a proposito che El-lsi fosse la conoscenza completa di tutti gli effetti della luce Mistica.”

Non manca infine di ammonire i dotti:

« Guai a voi, o Dottori, che per essere Oti, o sacerdoti, vi usurpate le chiavi della scienza delle cose sacre, e proibite agli altri di penetrare dove voi non avete potuto intentrarvi! »

Ed all’ignoto Serfedocco, CP, il traduttore del Vangelo di Giovanni, dopo riportate le parole di Cristo, dice,

la verità è di diritto divino,

e niuno può opprimerla!

 

Giustiniano Lebano (1832-1910).

Affascinante e misteriosa figura di letterato, patriota e studioso, fa parte di quella Schola Neapoletana che ha custodito e tramandato, se pur per ascosi sentieri, un filone esoterico derivato dalla Tradizione Italica e confluito nella tradizione ermetica. La Schola esprime una linea sapienziale della Tradizione Arcana presente anche nel poema sacro dell’Eneide.

Informazioni aggiuntive

Collana

Palladia

Autore

Giustianiano Lebano

Anno di edizione

2012

Rilegatura

Brossura

N. di pagine

88

Formato

12×17

Editore

Victrix Edizioni

Sommario

• Saggio del volgarizzamento della Bibbia  fatto da Giustiniano Lebano

• Il Randello………………………………………
Vergilio è Romano, non mantovano……………
EN APXE, Nell’Arca Arcana…………………
Giona. La scomparsa del pesce, balena. ………
Degli Elisi…………………………………………

Appendici

Il Buon SensoPer un saggio del Volgarizzamento della Bibbia (Cp,)
Il Buon SensoI nuovi Luigi XIV (Cp.)…………………

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