//Il problema del Male nella filosofia di Platone

Il problema del Male nella filosofia di Platone

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di Luciano Montoneri

“…la soluzione che al problema del male dà il pensiero platonico appare mirabilmente coerente e in perfetto accordo colla profonda ispirazione unitaria della sua metafisica che … non è dualistica ma monistica e gradualistica.” Questa affermazione di Montoneri rettifica tanti errori e pregiudizi sulla dottrina del Sommo Filosofo.

Descrizione

“L’indagine svolta nel presente libro è, essenzialmente, di storiografia filosofica. Essa si propone infatti di dimostrare l’esistenza di una dottrina platonica del male come costruzione teoretica organica e coerente […] Sul problema da noi considerato, mancava finora in Italia uno studio organico e completo. Alla luce di queste considerazioni, si chiarisce l’intento che ci ha animati nello scrivere queste pagine: colmare – per quanto ce lo consentivano le nostre forze – una lacuna degli studi platonici in Italia e dare un contributo all’ approfondimento di un tema che ci è parso tra i più suggestivi della teoresi platonica.” A tutt’oggi questa opera rimane ineguagliata e fondamentale, la sua riedizione rinnova l’intenzione originale dell’Autore.

Montoneri esamina l’intero Corpus platonico da cui trae “i teoremi basilari e le linee di sviluppo di una organica, coerente dottrina del male”, che si colloca nella dimensione etico-psicologica della dottrina socratica del male-ignoranza, alla quale Platone riconduce ogni forma di male morale, il quale, essendo difetto di scienza, è eliminabile solo attraverso il sapere.

Il concetto socratico dell’ignoranza viene svolto in tutte le sue molteplici implicazioni teoretiche e Montoneri ne ordina le parti  in modo magistrale.

Platone traspone il problema del male dall’originario piano etico-psicologico a quello metafisico. […] I termini della soluzione possono così, schematicamente, riassumersi: il male assoluto, essendo identico all’assoluto nulla, assolutamente non è; onde non è neppure conoscibile e pensabile (Politeia, 477 a). Infatti, la Diade indefinita del Grande e del Piccolo non può considerarsi come il Male in sé, quasi assoluto principio metafisico contrapposto al Bene. Essa deve considerarsi come subordinata all’Uno, da Esso procedente e inseparabile. Ciò esclude ogni interpretazione dualistica della dottrina platonica del male. Platone afferma ripetutamente che il mondo dell’Assoluto o del Divino è sommamente buono e perfetto, onde da esso è esclusa la presenza di un principio antagonista. Pertanto il male può esistere solo nel mondo empirico e mutevole degli enti finiti, quale non~essere relativo, e dunque quale accidente del Bene.

In definitiva “…la soluzione che al problema del male dà il pensiero platonico appare mirabilmente coerente e in perfetto accordo colla profonda ispirazione unitaria della sua metafisica che … non è dualistica ma monistica e gradualistica.” Questa affermazione di Montoneri rettifica tanti errori e pregiudizi sulla dottrina del Sommo Filosofo.

L’A. conclude con queste significative parole che fissano bene la natura del magistero platonico: “Tra i risultati della presente ricerca crediamo stia anche quello di aver dimostrato la centralità del problema del male nell’ambito della speculazione platonica” e “si è messa altresì in evidenza una caratteristica inconfondibile e peculiare del pensiero platonico: l’onnipresenza – in esso – della prospettiva axiologica. Fatto inevitabile del resto per una filosofia che rifiutò sempre di esaurirsi nella pura theoria e che invece volle essere in primo luogo (tra le tante altre cose), meditazione ininterrotta sui principi supremi della prassi, lo sforzo più generoso e possente per dare una risposta positiva – sul piano dello spirito – alla speranza infinita, di cui si sostanzia, immutabilmente, la travagliata umanità dell’uomo.”

Luciano Montoneri naque ad Avola (SR) il 16 Febbraio 1929 e morì a Messina il 2 Marzo 1995.

Professore Ordinario di Storia della filosofia antica presso l’Università di Messina, ebbe nell’etica antica il tema forse più amato e congeniale che lo vide impegnato su diversi fronti fino a condurlo a questo «ottimo e meditato volume monografico» (secondo l’opinione di Carmelo Ottaviano). Un’opera che colmò il silenzio su una tematica così fondamentale come il problema del male e rimane, ancora oggi, dopo più di 40 anni, insuperata, frutto di profondi studi e di intenso amore per Platone, a cui Montoneri dedicò le seguenti parole: “… questo Titano dello spirito è divenuto per noi, in questi ultimi anni, cibo quotidiano, Autore prediletto, termine di un’affascinante esperienza intellettuale e morale”.

Luciano Montoneri ha scritto numerosi saggi e curato diverse edizioni, oltre ad aver prodotto notevoli contributi per la rivista «Sophia», fondata nel 1933 da Carmelo Ottaviano. Fra le molteplici opere segnaliamo in particolare quelle attinenti alla  Filosofia antica:

Scritti socratici / Senofonte, 1964

Gli albori dell’etica greca, 1966

Vita pitagorica / Giamblico, 1973 -1984

Scritti socratici: Economico, Simposio, Apologia di Socrate / Senofonte, 1976

Problemi fondamentali della filosofia antica / Olof Gigon, 1983

I megarici : studio storico-critico e traduzione delle testimonianze antiche, 1984

Plotino, ENN. 1.8 e le trasformazioni della dottrina platonica del male, 1985

Filosofia e Retorica nel “De Cohibenda Ira” di Plutarco, 1985

“Solitudine” e “Dialogo” nella coscienza degli antichi, 1988

Le biografie neoplatoniche di Pitagora, 1989

La testimonianza platonica sul pensiero politico dei Sofisti, 1991

H. G. Gadamer ermeneuta di Platone, 1994

Platone: L’Eros, Il piacere, La Bellezza in I Filosofi greci e il piacere, 1994

 

 

Informazioni aggiuntive

Collana

Sapientia

Autore

Luciano Montoneri

Anno di edizione

I ediz. 1968 – Victrix II ediz. 2014

Rilegatura

Brossura

N. di pagine

480

ISBN

978-88-88646-67-1

Formato

17×24

Editore

Victrix Edizioni

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