//DIO presso i Romani

DIO presso i Romani

16.00

di Domenico Fasciano

Un’opera in cui Domenico Fasciano raccoglie e cura una serie di articoli sulla concezione della divinità nella cultura greca e in particolare nella religione romana.

L’autore rende partecipe il lettore delle sue riflessioni sulle nozioni di mito, di Dio e di Nume come sono da intendersi nella visione teologica romana, con una prosa coinvolgente da cui traspare il profondo amore e l’altrettanto ampia conoscenza della materia trattata.

Mito, Dio, Nume sono tre termini che ricoprono l’insieme della “teologia” romana, essi testimoniano una visione religiosa caratterizzata da un ordine cronologico e tipologico che esprime l’idea di una discendenza geniale divina.

Un’indagine che arricchisce gli studi sulla “mitologia romana” ed interviene per riportare il lettore ad una visione religiosa arcaica, cuore ed essenza della religione romana, liberandola da tutti i pregiudizi che si sono stratificati nel tempo, causati dall’incomprensione della posizione del mito nelle antiche religioni, perché il mito, come dice lo stesso Fasciano “appartiene alla sostanza della vita spirituale”.

Descrizione

Dio presso i Romani è un’opera in cui Domenico Fasciano raccoglie e cura una serie di articoli sulla concezione della divinità nella cultura greca e in particolare nella religione romana.

L’autore rende partecipe il lettore delle sue riflessioni sulle nozioni di mito, di Dio e di Nume come sono da intendersi nella visione teologica romana, con una prosa coinvolgente da cui traspare il profondo amore e l’altrettanto ampia conoscenza della materia trattata, che si impone quasi da sola all’interesse della ricerca di questo studioso. Il suo approccio alla cultura greca e in special modo alla cultura romana, non è puramente teorico o storico, ma assume un significato più intimo e più profondo, giungendo fino alla soglia di una visione tradizionale. Importante è l’influenza ‘benefica’ che Fasciano ha ricevuto, come egli stesso dice, da autori quali Dumézil, Eliade e Grimal, con i quali collaborò, stringendo anche una profonda amicizia e condivendo con loro “un lungo e piacevole soggiorno nell’universo del mito”, nonché l’ispirazione dei tanti studenti che nei lunghi anni di insegnamento ha potuto avviare all’amore per gli antichi studia humanitatis.

Mito, Dio, Nume sono tre termini che ricoprono l’insieme della “teologia” romana, essi testimoniano una visione religiosa caratterizzata da un ordine cronologico e tipologico che esprime l’idea di una discendenza geniale divina. Tra i termini presi in esame Fasciano stabilisce un’ intreccio a tre dimensioni, evidenziando una triplice natura dello stesso termine.

Quella condotta dall’autore e pubblicata in questo testo è un’indagine che arricchisce gli studi sulla “mitologia romana”, che interviene per riportare il lettore ad una visione religiosa arcaica, cuore ed essenza della religione romana, liberandola da tutti i pregiudizi che si sono stratificati nel tempo, causati dall’incomprensione della posizione del mito nelle antiche religioni, perché il mito, come dice lo stesso Fasciano “appartiene alla sostanza della vita spirituale”. La società greca e quella romana, come altre società religiose tradizionali, vivono attraverso il mito la rivelazione della realtà. Per Fasciano il mito è “…la storia delle gesta deorum, vale a dire degli atti o degli eventi divini. È una storia sacra dunque e, al tempo stesso, vera, perché si riferisce a degli esseri sacri e riguarda degli eventi che, nella coscienza del credente, hanno avuto luogo”, questa storia “… costituisce un modello per ogni atto umano significativo”. Il mito va poi conservato nella tradizione, affinché gli uomini abbiano sempre vivo il ricordo delle gesta divine esemplari da ripetere, per riattualizzare la condotta divina nel contesto della vita quotidiana.

Nel capitolo dedicato al mito a Roma, Fasciano tratta delle delicate relazioni e delle differenze che esistono fra la mitologia greca e quella romana, entrambe di comune origine indoeuropea, e rileva che troppo spesso sono fuse fra loro come fossero coincidenti, commettendo così vari errori. Allo stesso tempo, Fasciano esamina i termini ‘mitologia’ e ‘religione’, mettendo in evidenza che originariamente “esprimono la stessa realtà”. La parola religio è propriamente latina, ma secondo l’autore sarebbe “un’ingenua limitazione eliminare la parola mythos dalla religione romana e la parola religio dalla mitologia greca.”

“Roma, però, ha vissuto la sua religione maggiormente sotto la luce del dio che sotto quella del mito…” così Fasciano mette in luce le caratteristiche precipue della religione romana, che egli vede in primo luogo strettamente connessa alla politica, dalla Regalità, alla Repubblica, all’Impero, e in secondo luogo capace “di conciliare una notevole fedeltà al culto degli antenati e la generosa accoglienza delle divinità straniere. Infine, è considerevole la sua dimensione cronologica. Partita dalla preistoria indoeuropea, protrae la sua vita fino ai tempi moderni, attraverso le importanti tracce che lascia nell’organizzazione, nel pensiero e nella liturgia cristiana. Essa si trasforma, quindi, trasformando.”

Le indicazioni relative alla continuità della tradizione romana nei secoli potrebbero essere assai più estese, ma le Edizioni Victrix, presentando l’opera di Domenico Fasciano, vogliono invitare i lettori a fruire del suo specifico contributo dato alla conoscenza del grande patrimonio a noi consegnato dagli antichi Padri.

Domenico Fasciano  (1933-2007), ricercatore, saggista e poeta, è stato professore ordinario di Studi Classici all’Università di Montréal. Filologo e mitologo, autore di importanti pubblicazioni sulla mitologia greca e romana, così come di saggi sugli scrittori latini, di cui si può ritrovare lo spirito e l’amabile filosofia nelle sue opere poetiche.

Fra le sue opere fondamentali ricordiamo: il grande lessico Le vocabulaire de Virgile, Les flamines et leurs dieux (con P. Seguin), La Trifonction indo-européenne dans l’Énéide (con K. Castor), Jeu et amitié dans l’Énéide, Hibiscus, images de Trinacrie, Gli amori di Zeus, Les sources de la mythologie, Virgile et l’épopée latine.

Informazioni aggiuntive

Collana

Religione Romana

Autore

Domenico Fasciano

Traduzione Italiana

a cura di M.A. Raggi

Anno di edizione

2014

Rilegatura

Brossura

N. di pagine

152

Formato

15×21

Editore

Victrix Edizioni

Sommario

INTRODUZIONE
Mythos
Deus
Numen

CAPITOLO I – MITO E MITOLOGIA
LA PAROLA CREATIVA
I racconti
Il mito sacro
Il ciclo eroico
La leggenda
L’aneddoto eziologico
La favola

CAPITOLO II Miti del Mondo Moderno
MITI POLITICI
Il comunismo marxista
Il nazional-socialismo
MITI SOCIALI
Capodanno
La natura
Il cristianesimo
L’educazione
La cultura personale
Il tempo

CAPITOLO III – Il Mito a Roma
DUE PESI, DUE MISURE
Desacralizzazione e storicizzazione
La Grecia e Roma
MITOLOGIA E RELIGIONE

CAPITOLO IV- DIO IN LATINO
ORIGINE DELLA PAROLA DEUS
Il linguaggio teologico
Cicerone
Tertulliano
Lucrezio
Seneca
Sant’Agostino
Il linguaggio pratico

CAPITOLO V – NUMEN E NUMINA
Stato della questione
Il Numen, volontà di Deus
I Numina, presenze divine
La società divina

CONCLUSIONE

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