//Della Sapienza Risposta della letteratura antica seguita da Dante

Della Sapienza Risposta della letteratura antica seguita da Dante

19.00

Riguarderò dunque il libro del Vecchioni come cosa mia.’

(G. Rossetti, Il Mistero dell’amor platonico del Medio evo, Vol. I)

Della sapienza riposta della letteratura antica seguita da Dante di Carlo Vecchione è un testo del 1850 che si colloca nella linea “esoterica” degli studi su Dante. Suscitò grande empatia nel Rossetti, che ne fece materia per i suoi studi.

Nella vastità di testi dedicati al Sommo Vate, quest’opera appare particolarmente degna di nota per l’intento interpretativo che si propone, cercando di penetrare nel linguaggio ascoso che vela il Mistero contenuto nel poema. 

Descrizione

Riguarderò dunque il libro del Vecchioni come cosa mia.’

(G. Rossetti, Il Mistero dell’amor platonico del Medio evo, Vol. I)

Della sapienza riposta della letteratura antica seguita da Dante di Carlo Vecchione è un testo del 1850 che si colloca nella linea “esoterica” degli studi su Dante. Suscitò grande empatia nel Rossetti, che ne fece materia per i suoi studi.

Nella vastità di testi dedicati al Sommo Vate, quest’opera appare particolarmente degna di nota per l’intento interpretativo che si propone, cercando di penetrare nel linguaggio ascoso che vela il Mistero contenuto nel poema.  “Se in generale è malagevole 1’intelligenza di uno o altro luogo di qualunque scritto, mentre ne rimane ignoto il primario pensiere, assai più diviene ardua l’impresa in un’opera disegnata e condotta come la Divina Commedia. E non disse apertamente il poeta, che i suoi pensieri erano involti in un velo? E non eccitò i suoi lettori ad assottigliar l’ingegno per discoprirgli ? […]”

L’intenzione dell’autore è, quindi, ricollegare il “poema sacro” all’arcana sapienza di cui è nutrita tutta la storia del pensiero esoterico dall’antichità. Lo stesso Dante, secondo il nostro autore, lo palesò. Quando nel Convito racconta (…): «E siccome esser suole che l’uomo va cercando argento, e fuori della intenzione trova oro, lo quale occulta ragione presenta, non forse senza divino imperio; io che cercava di consolare me, trovai non solamente alle mie lagrime rimedio, ma vocaboli di autori, e di scienze, e di libri, li quali considerando giudicava bene, che la filosofia, la quale era donna di questi autori, di queste scienze, e di questi libri, fosse somma cosa».

Queste parole sono una certa indicazione che Dante si ricollega a “locuzioni erudite e filosofiche”, questione che tiene lo scopo di questo testo “lungi da quello de’ precedenti espositori della Divina Commedia”, avviandolo ad una raffinata ed importante lettura del poema secondo le “cose appartenenti all’indole dell’antica letteratura”.

Non è, di fatto, sua intenzione con questo testo aggiungere un saggio alla storia dell’antica letteratura, “ma di porre innanzi agli occhi del lettore ciò che taluni fra gli antichi in tali materie sentirono, e di mostrar che Dante seguì appunto quella scuola.”

Ed ecco il suo proposito: “Adunque mi studierò di provare essere stata opinione di molti fra gli antichi, che la primitiva sapienza nacque in Egitto; che ne furono autori i sacerdoti di quel popolo; che i medesimi la serbarono arcanamente custodita; che per 1’uopo inventarono un sottile linguaggio, il quale insinuava le sue significazioni fra le cose dette apertamente; che di quest’arcana sapienza, accompagnata all’arcano linguaggio, si componevano principalmente i misteri; che anche con siffatto linguaggio la scienza sacerdotale, e i misteri passarono in Grecia; che da questa scuola uscirono i primi poeti; che ad esempio de’ poeti anche i filosofi si avvalsero della elocuzione artifiziata; che le regole della stessa erano insegnate da’ Grammatici;  e che questo modo di scrivere si conservò sino a’ tempi di Dante, del Petrarca, e del Boccaccio, i quali vi si attennero nello loro opere.

…E mi studierò di provare, che la Divina Commedia fu composta dal suo autore ad imitazione de’ più illustri poeti dell’antichità, e ch’è condotta come una telete, ossia come una iniziazione ai misteri. Non credo che alcuno possa far le maraviglie, che avendo Dante tolto il soggetto del suo poema da cose connesse colle verità della nostra religione, lo abbia disegnato a somiglianza de’ misteri de’ gentili. (…) Basterebbe rammentare il sesto libro della Eneide, del quale non poca parte fu trasportata da Dante nella cantica dell’Inferno, appunto perché il poeta si propose di attenersi agli arcani pensieri di Virgilio, il quale pose in quel libro molte cose appartenenti ai misteri d’Eleusi.”

Vecchione vede la velata scrittura di Dante “architettata come i templi, i quali non si chiudevano a nessuno, ma avevano il sacrario a pochi noto, ed aperto”, invitando attraverso questa lettura simbolica del poema ad avvicinarsi allo studio degli antichi autori, scoprendo che “l’antichità aveva una recondita sapienza, ed un linguaggio allegorico, e che con vani sforzi [non pochi dotti] si sono provati di scoprirne l’arcano.”

Carlo Vecchione, vicepresidente della Suprema Corte di Giustizia di Napoli e Commendatore del Real Ordine di Francesco I di Borbone, visse in quella Napoli animata dagli Studi sull’Antica Sapienza Italica, che ha visto fiorire fin da tempi antichissimi l’antica sapianza palladia. Questo retaggio, che risale a Pitagora, fu raccolto da Virgilio che a Napoli morì e fu sepolto. Si può ritenere che Napoli abbia mantenuto questa tradizione, come dimostra anche questo studio. Testo importantissimo anche per gli spunti forniti, come sembra, allo stesso Gabriele Rossetti. «Ora sappiate», scrisse il Rossetti, «che, dopo parecchi mesi, successero alle mie Disquisizioni sulle materie dantesche le Investigazioni di Carlo Vecchioni sulle stesse materie; e feci festa nel veder accorrere sotto alla nuova bandiera uno strenuo commilitone, pronto ad assaltar meco un invecchiato errore, con le armi di pellegrina erudizione e poderoso ragionamento, delle quali mostrasi a dovizia munito.»

Informazioni aggiuntive

Collana

Palladia

Autore

Carlo Vecchione

Anno di edizione

2015

Rilegatura

Brossura

N. di pagine

224

ISBN

978-88-88646-74-9

Formato

2 x 15 x 21 cm

Editore

Victrix Edizioni

Sommario

Prospetto preliminare
De’ Poeti per eccellenza
Prima origine della letteratura in Egitto
Origine egizia della greca letteratura
Arcane dottrine, ed arcano linguaggio
De’ simboli
Degli oracoli
Delle favole
De’ misteri
De’ misteri d’Eleusi
Degli arcani sensi della poesia degli antichi
Degli arcani sensi degli antichi filosofi
Delle arcane dottrine degli antichi poeti
Delle arcane dottrine degli antichi filosofi
De’ nascosti sensi d’Omero
Degli ascosi sensi di Virgilio

Leggi Anteprima

Ti potrebbe interessare…