Philosophia Togata •

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Saggi sulla Filosofia e sulla Società romana
Griffin, M.,  Barnes, J.
L’interazione reciproca tra filosofia e vita politica e culturale romana ha sempre suscitato interesse tra gli studiosi di letteratura classica, storia romana e filosofia antica. In questo volume, che riunisce alcuni dei documenti originariamente consegnati al seminario di Filosofia e Società romana nell’Università di Oxford, studiosi di tutte e tre le discipline indagano questa interazione nella tarda Repubblica e nel primo Impero, con particolare enfasi sul primo secolo a.C che è stato visto come il periodo formativo.

Il libro contiene capitoli su figure chiave come Posidonio, Antioco di Ascalona, Filodemo, Lucrezio, Cicerone e Plutarco, oltre a saggi generali su filosofia, politica e politici a Roma, filosofia e religione nella tarda Repubblica, governatori romani e filosofi consiglieri.

Completa questa edizione anche una preziosa bibliografia analitica che è stata completamente aggiornata per questa edizione italiana.

Miriam T. Griffin  era una studiosa della storia romana e del pensiero antico, è stata tutor di storia antica al Somerville College, all’Università di Oxford.

Jonathan Barnes è esperto di filosofia dell’antica Grecia e in particolare delle opere di Aristotele, dei pre-socratici e di altre aree del pensiero greco. Ha insegnato Filosofia Antica all’Università di Oxford e all’Università di Ginevra.

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Miriam Griffin, Jonathan Barnes

Saggi sulla Filosofia e sulla Società romana

Il testo che le Edizioni Victrix presentano descrive in modo preciso e puntuale quale sia stata l’importanza della filosofia a Roma fra il II sec. a. C., e il II sec. d. C. Le principali scuole filosofiche furono determinanti nella formazione dei principali protagonisti dell’attività civile e religiosa della Tarda Repubblica e del primo Impero, senza la guida della filosofia, e senza l’accompagnamento di un filosofo, coloro i quali erano chiamati al governo dell’Orbe non potevano considerarsi adeguati e completi nell’esercizio delle loro funzioni. La filosofia fu certamente subordinata ai principi religiosi romani e alla tradizione dei Padri, non di meno fu intesa come un ausilio o una disciplina ormai indispensabile per la cultura completa del civis religiosvs, il quale aveva lo scopo di dialogare con tutte le culture e le civiltà dell’ecumene imperiale. L’acquisizione dello strumento filosofico permetteva di accedere alla conoscenza delle teologie e dei culti delle diverse religioni presenti nell’ambito imperiale, così come consentiva di elaborare in modo dialettico l’approfondita dottrina giuridica che fu posta alla base della grande tradizione giurisprudenziale romana, in vista della più ampia azione imperiale, e con lo scopo della pacificazione religiosa e civile dell’Orbe intero. La filosofia è divenuta uno strumento fondamentale per la formazione dell’uomo romano fin dal II sec. a. C., l’importanza della cultura filosofica crebbe nel periodo imperiale e divenne primaria nel periodo tardo imperiale, specie quando fu necessario difendere la legittimità della religione romana e dell’azione imperiale confrontandole con la religione cristiana. I Padri di Roma e i principali funzionari impegnati nell’attività politica dell’Impero seppero utilizzare magistralmente la filosofia platonica per svolgere una dimostrazione metafisica della prassi religiosa, del culto e della disciplina imperiale, inoltre seppero mostrare quale fosse il senso dell’unità trascendente delle religioni. In particolare la filosofia platonica, dovutamente subordinata alla religione, fu assunta dai Padri del IV secolo per dirigere la difesa della tradizione religiosa romana, in particolare Vettio Agorio Pretestato e Quinto Aurelio Simmaco sostenevano che tutti i culti religiosi avessero il diritto di essere esercitati, nel rispetto dell’esercizio degli altri culti. Di contro si svolse l’azione di Ambrogio, vescovo di Milano, e del clero cristiano, i quali, non appena avrebbero acquisito la direzione completa dell’Impero, avrebbero inteso sopprimere tutti i culti non cristiani. Si era nel IV-V secolo e, da quel periodo di transizione, l’importanza della filosofia si è via via accresciuta nei secoli ed è diventata indispensabile a tutti coloro i quali si sono applicati alla disciplina della romanitas classica e alla formazione della hvmanitas secondo la tradizione autorevole. La cultura della romanitas classica ha come modello la figura del civis religiosvs romanvs, la sua dimensione di Uomo Universale di Pace Integrale, una figura che incarna in modo esemplare lo spirito e la funzione provvidenziale di Roma nella perpetuità.

Il libro Philosophia Togata mette in luce le diverse posizioni delle personalità appartenenti all’élite romana, rispetto all’accoglienza e all’uso della filosofia nell’ambito della religione e della prassi civile romana. Coloro i quali erano impegnati nell’esercizio del governo politico o nello svolgimento delle funzioni religiose, o in altre cariche, recepirono in modi differenti la filosofia e l’applicarono e l’integrarono nella loro disciplina romana, secondo diverse declinazioni. La fase della penetrazione della disciplina filosofica in Roma fu abbastanza travagliata, ma, progressivamente, le diverse personalità autorevoli hanno saputo via via integrare la filosofia nella disciplina romana, rimanendo fedeli alla tradizione. La filosofia è diventata così un preciso strumento per lo svolgimento articolato e universale della funzione imperiale che Roma era chiamata a svolgere nei confronti dell’umanità. A questo proposito le filosofie che erano meno compatibili con l’indirizzo religioso e politico romano vennero anche osteggiate e comunque perdettero di importanza, per poi scomparire nel corso dei primi secoli dell’Impero. I Padri romani lasciarono sussistere, in maniera pressoché esclusiva, la filosofia più completa e integralmente metafisica che sia stata mai prodotta, ossia la filosofia platonica, che divenne la filosofia prettamente romana. L’affermazione della filosofia platonica fu favorita anche dalla costituzione in Roma della Scuola platonica romana di Plotino e dei suoi discepoli, Porfirio e Amelio. Nel III/IV secolo questa Scuola ha avuto un ruolo fondamentale per la formazione di molti senatori, appartenenti all’Ordo Senatvs e di molte altre personalità autorevoli, l’apporto della disciplina platonica ha permesso di dare sostegno alla pratica del mos maiorvm e al governo imperiale dell’Orbe, inoltre ha rafforzato l’azione di difesa e di rielaborazione delle forme della tradizione, così fu possibile ai Padri romani superare la crisi del IV-V secolo e consegnare alle generazioni il deposito essenziale della romanitas.

I diversi scritti presenti nel testo devono essere letti in un’ottica organica, anche le apparenti “critiche” al comportamento romano, così come la messa in luce di diverse condotte problematiche, non possono essere scisse da una lettura essenziale e complessiva delle dinamiche che hanno condizionato lo sviluppo della filosofia nell’ambito della religione romana e dell’azione imperiale, una presenza, quella della filosofia, apprezzata dalle autorità come elemento ausiliario per l’universalizzazione completa della funzione provvidenziale che gli Dei avevano assegnato a Roma, in vista della costituzione della Salute Pubblica Universale nell’ambito dell’Orbe.

Informazioni aggiuntive

Peso 524 g
Dimensioni 15 × 21 cm
Collana

Sapientia

Autore

Miriam Griffin, Jonathan Barnes

Anno di edizione

2019

Rilegatura

Brossura cucita

N. di pagine

328

ISBN

978-88-31966-12-2

Formato

15×21

Editore

Victrix Edizioni

Sommario

Presentazione
Prefazione

I. Filosofia, Politica e Politici a Roma – Miriam Griffin

  1. La disposizione romana alla filosofia
  2. La popolarità delle differenti scuole
  3. Filosofia e comportamento
  4. L’evidenza negativa
  5. L’evidenza positiva
  6. Esempi problematici
  7. Alcune conclusioni

2. Posidonio come Filosofo-Storico – G. Kidd

3. Antioco di Ascalona – Jonathan Barnes

  1. Introduzione
  2. La vita
    (I) Apprendistato
    (II) La media età
    (III) Maturità
  3. Influenza
    (I) Allievi
    (II) Scritti
    (III) Quellenforschung, ovvero lo studio critico delle fonti
  4.  Antioco e Filone
    (I) La conversione
    (II) L’Affare Sosus
    (III) Risposta di Filone?
  5. Filosofia
    (I) Sincretismo
    (II) Le parti della filosofia
    (III) Epistemologia
    (IV)   Etica
  6. Conclusione

APPENDICE A – Plutarco, Luc. 42. 3
APPENDICE B – Agostino, Acad. III. 41
APPENDICE C – Photius, Bibl. 212, 170 a 14-22
APPENDICE D – Cicerone, Luc. 16
APPENDICE E – Antioco e le Forme di Platone

4. Dedizione filosofica nel mondo greco-romano – David Sedley

  1. Ipse Dixit
  2. Filodemo
  3. Epilogo

5. Lucrezio e la politica – P. Fowler

6. Cicerone sulla Filosofia Morale Stoica e la Proprietà Privata – Julia Annas

7. Filosofia e Religione nella Tarda Repubblica – A. Brunt

8. Plutarco: eroi romani e cultura greca – Christopher Pelling

9. Governatori romani e consigliere filosofico – Elisabeth Rawson

Indici

Bibliografia aggiornata per l’edizione italiana

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