La Religione degli Italiani vol. 3

€38.00

La via della Giustizia e la perfezione religiosa dell’uomo romano-italiano

Vol. III 

di L.M.A. Viola

Il terzo volume dell’opera La Religione degli Italiani dà continuità all’attualizzazione operativa della disciplina religiosa dell’uomo romano-italiano nel tempo attuale.
La trattazione fondamentale del terzo volume verte sulla disciplina integrale della virtvs della ivstitia, che costituisce il perno dell’ascesi realizzativa dell’uomo romano-italiano. L’animo dell’uomo, generato ex Deo, è chiamato a realizzare in sé e nel mondo la ivstitia divina  con la quale si stabilisce nell’Urbe e nell’Orbe l’Imperivm Iovis, con la sua Pax e la sua Salvs. Affinché l’uomo sia tutto risolto nella  pietas divina, occorre che in lui l’amor ivstitiae sia pienamente realizzato. È fondando su questo amor che l’animvs si eleva alla sua magnitvdo e raggiunge la perfezione per la quale si identifica a Ivppiter, divinizzandosi interamente. L’homo, divenuto vir e poi divvs, risulta essere così nel mondo la presenza operante gloriosa e augusta di Ivppiter, questo suo stato gli consente di esercitare la perfetta ivstitia nei confronti dell’intero Orbe, dispiegando quello che è la specifica manifestazione dell’Amor non duale che coincide con la natura divina assoluta di Roma, la Caritas Generis Hvmani. L’ascesa dell’animo nella magnanimitas avviene attraverso l’applicazione alla disciplina della virtvs che si svolge per gradi lungo una scala virtvtis che conduce fino alla Sapienza Divina Integrale. L’elevazione nella magnitvdo, fino alla sapientia, consente all’animo di esprimere la sua vera dignitas e di acquisire la corrispondente virtù suprema che permette di esercitare l’autentica libertas, valore religioso e civile fondamentale per ogni vero religioso romano-italiano.
Nella progressiva ascesa a virtù via via superiori, l’uomo acquisisce anche la capacità di compiere senza difetto gli uffici di giustizia a cui è chiamato, la giustizia verso gli Dei, verso la Patria e il genere umano e verso la propria gente e famiglia. È con la pratica  della giustizia in ogni azione che l’uomo religioso romano-italiano sacralizza e santifica la propria esistenza, sottraendola dalla comune mortalità e aprendosi la via, attraverso amore e gloria, alla vita beatissima degli Elisi e dell’Olimpo.
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La via della Giustizia e la perfezione religiosa dell’uomo romano-italiano

Vol. III 

di L.M.A. Viola

Il terzo volume dell’opera La Religione degli Italiani dà continuità all’attualizzazione operativa della disciplina religiosa dell’uomo romano-italiano nel tempo attuale.
[…] la nostra trattazione della religione non si limita all’esame delle componenti letterarie, annalistiche, storiche, giuridiche, ecc., della tradizione, secondo il metodo filologico religioso tradizionale, perché questo metodo consente solo un esame ancora superficiale delle cose sacre, sebbene sia un approccio corretto alle forme della religione rispetto agli scorretti studi profani, ma, in accordo con il magistero di Varrone, noi svolgiamo un esame di tutta la religio secondo la più profonda dimensione spirituale della stessa, veicolata dalle scritture formali degli autori. Secondo Varrone ci sono quattro sensi del linguaggio, e quindi anche delle scritture, a seconda della loro origine e composizione. Ne deriva che ci sono anche quattro livelli di interpretazione di una data composizione letteraria, così come di un oggetto, un evento o una situazione, per cui all’interpretazione letterale o storica o morale, si sovrappone quella animica o filosofica, ad essa, a sua volta, si sovraordina quella puramente intellettivo-spirituale, che inerisce agli arcani divini, infine sopra a tutti i sensi si pone quello principiale o puramente divino e supremo. Dunque, utilizzando in particolare lo strumento filosofico per eccellenza, … accediamo dapprima alla dimensione filosofico-teologica e poi a quella arcana e iniziatica della romanitas, ove risiede il vero Mistero di Roma, il senso della sua religione e della sua funzione provvidenziale universale. Le stesse modalità vengono da noi utilizzate per spiegare la natura della pratica religiosa personale dell’uomo romano-italiano e per renderla attuale ancora oggi, dato che essa trascende, nella sua essenza, la temporalità e si colloca nell’universalità eterna, su cui è possibile fondare, per quanto possibile, per realizzarne l’essenza, anche nel tempo in cui Roma, in tutti i suoi piani, è ormai completamente occultata dalla esteriorità temporale.
[…]
Tutte le civiltà antiche, compresa quella romana, erano di natura religiosa, ogni loro espressione sensibile fondava sulla realtà intelligibile divina, la quale era mediata dalle autorità sacerdotali in modo analogico e simbolico, attraverso miti, segni, figure, enigmi, riti. La conoscenza essenziale del Divino, su cui ogni religione fonda, richiede un processo specifico di elevazione dell’intelligenza all’interno di una regolare tradizione sapienziale. Il compimento dell’itinerario sapienziale porta l’adepto alla completa comprensione dell’essenza divina e perciò alla realizzazione delle condizioni necessarie affinché i segni sacri siano adeguatamente decifrati e animati al momento del loro uso nelle pratiche rituali. Il processo di penetrazione dietro il velo di allegorie e simboli richiede una precisa ascesi intellettivo-ermeneutica, che permette al soggetto di realizzare gradi di conoscenza via via più profondi, fino a conseguire la scienza divina pefetta.
[…] La trattazione fondamentale del terzo volume verte sulla disciplina integrale della virtvs della ivstitia, che costituisce il perno dell’ascesi realizzativa dell’uomo romano-italiano. L’animo dell’uomo, generato ex Deo, è chiamato a realizzare in sé e nel mondo la ivstitia divina  con la quale si stabilisce nell’Urbe e nell’Orbe l’Imperivm Iovis, con la sua Pax e la sua Salvs. Affinché l’uomo sia tutto risolto nella  pietas divina, occorre che in lui l’amor ivstitiae sia pienamente realizzato. È fondando su questo amor che l’animvs si eleva alla sua magnitvdo e raggiunge la perfezione per la quale si identifica a Ivppiter, divinizzandosi interamente. L’homo, divenuto vir e poi divvs, risulta essere così nel mondo la presenza operante gloriosa e augusta di Ivppiter, questo suo stato gli consente di esercitare la perfetta ivstitia nei confronti dell’intero Orbe, dispiegando quello che è la specifica manifestazione dell’Amor non duale che coincide con la natura divina assoluta di Roma, la Caritas Generis Hvmani. L’ascesa dell’animo nella magnanimitas avviene attraverso l’applicazione alla disciplina della virtvs che si svolge per gradi lungo una scala virtvtis che conduce fino alla Sapienza Divina Integrale. L’elevazione nella magnitvdo, fino alla sapientia, consente all’animo di esprimere la sua vera dignitas e di acquisire la corrispondente virtù suprema che permette di esercitare l’autentica libertas, valore religioso e civile fondamentale per ogni vero religioso romano-italiano.
Nella progressiva ascesa a virtù via via superiori, l’uomo acquisisce anche la capacità di compiere senza difetto gli uffici di giustizia a cui è chiamato, la giustizia verso gli Dei, verso la Patria e il genere umano e verso la propria gente e famiglia. È con la pratica  della giustizia in ogni azione che l’uomo religioso romano-italiano sacralizza e santifica la propria esistenza, sottraendola dalla comune mortalità e aprendosi la via, attraverso amore e gloria, alla vita beatissima degli Elisi e dell’Olimpo.

Informazioni aggiuntive

Peso 1134 g
Dimensioni 17 × 3.67 × 24 cm
Collana

Religio Romana

Autore

L.M.A. Viola

Anno di edizione

gennaio 2022

Rilegatura

Brossura cucita

N. di pagine

536

ISBN

978-88-31966-29-0

Formato

17×24

Sommario

Introduzione

  1. L’approccio tradizionale alla religione romana e alla conoscenza della sua vera essenza
  2. Lo stvdiosvs religiosvs tradizionale e la riattualizzazione della disciplina religiosa romana
  3. Filologia e filosofia sacra come basi della cultura romana classica integrale
  4. L’attualità della prassi religiosa e culturale romano-italiana e lo sviluppo della pace universale nell’umanità
  5. Sul contenuto del libro

Capitolo I

L’ascesa gloriosa dell’animo nella via olimpica
attraverso Amor e Ivstitia

I. a. La via religiosa romano-italiana all’Imperivm come perfezione di sapientia, amor e ivstitia
I. b. La natura dell’ascesi religiosa romano-italiana
I.c. Il cuore della via: Amor e Pax
I.d. Il modello della via religiosa romano-italiana
I.e. L’essenza della via religiosa centrata su Amor Ivstitiae

I. e. 1. La costituzione del Regno Olimpico e il Governo Divino del mondo
I. e. 2. Natura e funzione della Ivstitia Divina
I. e. 3. Dio Padre e la costituzione del mondo secondo Ivstitia
I. e. 4. I fondamenti metafisici e teologici dell’unità operativa dell’Amor Ivstitiae
I. e. 5. La distinzione fra animo-intelletto e anima-ragione nella definizione dello stato di ivstitia nell’uomo
I. e. 6. La struttura e le dinamiche della disciplina dell’Amor Ivstitiae e i suoi fini

Capitolo II

Amor Ivstitiae

II. a. I fondamenti della politica sacra tradizionale e la presenza teofanica della Città Divina
II. b. La religione è il fondamento della politica sacra tradizionale

Capitolo III

L’Amor Ivstitiae e l’Optimvs Civis

III. a. Il civis e la sua disciplina di unificazione divina
III. b. L’uomo e la sua funzione politica universale
III. c. Il sapiente civile divino nelle tradizioni spirituali
III. d. La via religiosa civile e la realizzazione della sapientia

Capitolo IV

La dimensione divina della Caritas romana e i suoi rapporti con la Ivstitia

IV. a. La concezione della giustizia e della carità negli apologeti cristiani: confronto con le religioni antiche
IV. b. La concezione fondamentale della caritas nella religione romano-italiana
IV. c. La dimensione universale della caritas generis hvmani
IV. d. Hvmanitas e Caritas
IV.e. Le alterazioni cristiane del senso della caritas

Capitolo V

Magnanimitas
La quintessenza della virtù sovrana dell’animo religioso romano-italiano

V. a. Ivppiter e la Maiestas
V. b. Statvs magnvs, magnitvdo e magnanimitas
V. c. La concezione tradizionale della magnanimitas
V. d. La magnanimità politica nell’antichità
V. e. Magnanimità politica e magnanimità filosofica

V. e. 1. Le differenze fondamentali
V. e. 2. La magnanimità in Platone
V.e. 3. La magnanimità in Aristotele

V. e. 3. 1. I limiti della concezione aristotelica del fine ultimo dell’uomo e il senso della beatitudine
V. e. 3. 2. Le qualità del vero magnanimo e il dispregio delle cose transeunti
V. e. 3. 3. Il magnanimo e la retta conoscenza di sé
V. e. 3. 4. Magnanimità, autarchia e svincolamento da ogni bisogno
V. e. 3. 5. Il magnanimo è il vero benefattore
V. e. 3. 6. I limiti della concezione aristotelica della magnanimità

V. e. 4. La magnanimità secondo lo Stoicismo

V. f. La magnanimitas nella tradizione religiosa romano-italiana
V. g. La via della magnanimitas

V. g. 1. La disciplina fondamentale del contemnere
V. g. 2. I gradi della magnanimitas e l’accesso allo stato imperiale divino
V. g. 3. L’ascesa nella magnanimitas secondo l’identità dell’Essere
V. g. 4. Magnanimitas e animvs nobilis

V. h. Magnanimitas romana e hvmilitas cristiana

V. h. 1. La concezione della grandezza d’animo in ambito biblico: la longanimità
V. h. 2. Le differenze che sussistono fra la longanimità ebraico-cristiana e la magnanimità romana
V. h. 3. La concezione exoterica limitata della magnanimità cristiana e la sua equiparazione all’umiltà
V. h. 4. La via della magnanimità romana conduce alla perfezione divina dell’uomo: rettifica degli errori dei Cristiani
V. h. 5. La virtù dell’umiltà nell’Ebraismo e nel Cristianesimo e il confronto con la magnanimità romana
V. h. 6. L’esperienza del Divino in ambito romano e in ambito ebraico-cristiano

Capitolo VI

Libertas

VI. a. La dignitas
VI. b. Dignitas e persona nell’ordinamento civile romano
VI. c. La libertas intesa come propria di uno stato dell’essere

VI. c. 1. Il senso della parola libertas
VI. c. 2. La natura divina della libertas
VI. c. 3. L’ascesi nella libertà e il conseguimento della liberazione

VI. d. La libertà fondamentale data dalla virtù della prvdentia, la pienezza della libertà metafisica e l’esercizio plenario della ivstitia
VI. e. La libertas reale, la vera pietas e l’esercizio della ivstitia
VI. f. La libertas come valore civile fondamentale nell’esercizio della romanitas
VI. g. Il degrado della libertà religiosa tradizionale e le reazioni volte alla sua conservazione

VI. g. 1. Degrado civile e profanazione della eleutheria nella Grecia antica
VI. g. 2. La filosofia come ricerca e difesa della libertà spirituale perfetta
VI. g. 3. Il degrado della libertas a Roma e la reazione dei Padri: tra filosofia e Mos Maiorvm
VI. g. 4. Alcuni cenni al degrado della libertas dalla prima modernità al tempo attuale

Capitolo VII

Virtvs

VII. a. I pilastri della via sacra all’Olimpo
VII. b. Il luogo della virtvs
VII. c. La natura della virtvs

VII. c. 1. La natura dell’animo e la costituzione dell’uomo vivente

VII. c. 1.1. L’identità che sussiste fra l’essere animico e l’Essere Divino Supremo
VII. c. 1. 2. La generazione divina dell’animo e la sua natura spirituale
VII. c. 1. 3. La distinzione degli stati dell’animo
VII. c. 1. 4. L’animo dell’uomo come Genio-Angelo
VII. c. 1. 5. Il Genivs, i suoi rapporti con l’anima e la costituzione dell’uomo vivente

VII. c. 2. Il culto dell’animo, la vittoria sulla morte e l’apoteosi geniale e gentilizia

VII. c. 2. 1. I Mani e le loro relazione col Genio
VII. c. 2. 2. La dignificazione geniale, il culto della stirpe e la divinizzazione dell’uomo virile romano

VII. c. 3. La virtvs, la bontà e la libertà dell’animo

VII. c. 3. 1. La natura del Bene e la condizione di esercizio libero dell’essenza animica
VII. c. 3. 2. La natura dell’atto morale e il libero arbitrio
VII. c. 3. 3. La scienza del bene e del male come fulcro della pratica morale dell’uomo
VII. c. 3. 4. La pratica morale come realizzazione del bene dell’uomo

VII. c. 4. Significato della virtvs e dello statvs virilis dell’animvs

VII. c. 4. 1. Sul senso del termine virtvs
VII. c. 4. 2. Il vir, la virtvs, la virilitas
VII. c. 4. 3. La virtvs e il vir vere romanvs
VII. c. 4. 4. La virtvs come potere sacrante e la virtù femminile

VII. d. Ob virtvtis meritorvmque gloriam: la virtvs romana e la gloria

VII. d. 1. Enea modello di vita religiosa
VII. d. 2. La natura divina della gloria
VII. d. 3. La dinamica operativa attraverso cui avviene la glorificazione dell’animo

VII. d. 3. 1. La costituzione dell’uomo e le basi della palingenesi glorificante
VII. d. 3. 2. Le modalità e le fasi della palingenesi e della olimpicizzazione
VII. d. 3. 3. La via romana alla glorificazione e la palingenesi augusta
VII. d. 3. 4. La tradizione della Gloria Maiorvm e la via della virtù

Capitolo VIII

La Scala Virtvtis

VIII. a. Augusto, le virtù esemplari e il modello originale della moralità romana
VIII. b. Lo sviluppo della tradizione morale e della disciplina della virtvs nella Repubblica

VIII. b. 1. Moribvs antiqvis res stat Romana virisqve: l’osservanza rigorosa del Mos Maiorvm nel periodo della Alta Repubblica
VIII. b. 2. La Bassa Repubblica e la definizione della nova virtvs
VIII. b. 3. Cicerone e l’elaborazione del modello della disciplina morale romana classica
VIII. b. 4. Macrobio e la definizione della scala virtvtis
VIII. b. 5. L’assunzione delle virtù civili secondo sapienza come via di divinizzazione

VIII. c. Sapientia

VIII. c. 1. La sapientia è il principio di ogni ivstitia
VIII. c. 2. La cognitio veri come scopo della vita dell’uomo
VIII. c. 3. Numa e la disciplina romana della sapientia
VIII. c. 4. La sapientia: sua vera natura e dimensione operativa
VIII. c. 5. La sapienza nella tradizione religiosa e civile

VIII. c. 5. 1. Il periodo dell’Alta Repubblica
VIII. c. 5. 2. Il periodo della Bassa Repubblica
VIII. c. 5. 3. Il periodo imperiale

VIII. d. Prvdentia

VIII. d. 1. I rapporti fra sapientia e prvdentia
VIII. d. 2. La prvdentia, la ivstitia e l’honestvm
VIII. d. 3. La natura e i modi della prvdentia

VIII. e. Fortia

VIII. e. 1. Il vir fortis e la fortia in Cicerone
VIII. e. 2. La fortia: linee generali di condotta

VIII. f. Temperantia

VIII. f. 1. La natura della temperantia e la sua relazione con la frvgalitas
VIII. f. 2. La temperantia, la misurazione del desiderio animale e il superamento dell’edonismo
VIII. f. 3. Temperantia, modestia e decorvm

Capitolo IX

Ivstitia
L’unità di tutte le virtù e il complesso della vita buona del religioso romano-italiano

IX. a. La Giustizia Divina quale fondamento e misura dell’azione dell’uomo
IX. b. La virtù della giustizia nell’uomo
IX. c. La giustizia, l’osservanza degli uffici e la vita buona

IX. c. 1. L’essenza dell’officivm e la sua natura di obbligazione
IX. c. 2. L’onore e l’obbedienza dovuti agli Dei
IX. c. 3. L’ufficio della gratitudine
IX. c. 4. La violazione della ivstitia: delictvm e crimen
IX. c. 5. I domini della giustizia

IX. d. La ivstitia secondo Cicerone

IX. d. 1. Ivstitia, beneficentia e honestas
IX. d. 2. Ivstitia e impassibilitas
IX. d. 3. Ivstitia e Fides

IX. e. La ivstitia verso gli Dei: la virtù della pietas religiosa

IX. e. 1. Generalità sulla natura della pietas
IX. e. 2. I diversi gradi della pietas e i loro effetti
IX. e. 3. Errori sulla pietas: evitare la caduta nel formalismo ritualistico per sviluppare un vero animo religioso e pio

IX. f. La ivstitia verso la Patria e il genere umano: la pietas civilis

IX. f. 1. La Patria Divina Universale, Roma e la pietas civilis
IX. f. 2. Divina Militia e Bellvm Sacrvm: la gloria del miles romanvs
IX. f. 3. Pax Romana e Salvs Generis Hvmani

IX. g. La ivstitia nel dominio privato: il culto gentilizio e la religione personale

IX. g. 1. L’identità dell’uomo, il Genivs e la sua appartenenza gentilizia
IX. g. 2. Il culto gentilizio: luogo, senso e fine
IX. g. 3. La formazione e la realizzazione completa dell’uomo religioso nell’istituzione gentilizia
IX. g. 4. L’ufficio del matrimonio, il culto della stirpe e l’esercizio del culto privato
IX. g. 5. Sacra privata perpetva manento

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