Il Cerchio Sacro

€27.00

La funzione rituale della configurazione circolare nell’Arte
di Marina I.A.Raggi Viola
L’arte ha sempre avuto il potere di trasformare non solo chi la crea, ma anche chi la contempla. Nell’arte sacra questa capacità si eleva sino alla dimensione spirituale, diventando strumento di conoscenza, meditazione e connessione con il Divino.

Questo volume conduce il lettore in un affascinante percorso dedicato al simbolo del cerchio e al fenomeno della circolarità, indagati come elementi profondamente legati allo sviluppo della coscienza spirituale. Simbolo antico e universale, il cerchio rappresenta l’infinito, l’unità, la perfezione e la natura ciclica dell’esistenza: una forma archetipica senza inizio né fine, capace di evocare il mistero della vita e il legame tra umano e trascendente.

Attraverso un’analisi che intreccia arte, spiritualità e simbolismo, il libro mostra come il cerchio e le geometrie sacre siano stati utilizzati in ogni tradizione come strumenti di contemplazione, armonia ed elevazione interiore. Il centro del cerchio diventa così il punto verso cui converge ogni tensione spirituale, luogo simbolico di equilibrio e trasformazione, capace di ricondurre l’individuo a una dimensione universale e interiore.

A rendere il volume particolarmente prezioso è la sua straordinaria ricerca iconografica. Un ricco apparato di immagini a colori accompagna infatti il lettore lungo tutto il percorso, trasformando la lettura in un’esperienza anche visiva e immersiva. Le numerose illustrazioni, accuratamente selezionate, non costituiscono un semplice elemento decorativo, ma dialogano costantemente con il testo, permettendo di cogliere con immediatezza la profondità dei simboli, la forza evocativa delle forme sacre e la bellezza delle opere analizzate.

Il volume si presenta così come un viaggio tra arte, simbolo e spiritualità nell’universo simbolico, in cui testo e immagini creano continui rimandi, offrendo una lettura intensa, suggestiva e di grande fascino visivo.

Articolo:

IL CERCHIO SACRO
Dialogo sulla rifondazione del senso dell’arte: l’esperienza estetica come esperienza
conoscitiva.
Colloquio con M.I.A.V. Raggi, autrice

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La funzione rituale della configurazione circolare nell’Arte
di Marina I.A.Raggi Viola
La collana Ars delle Edizioni Victrix accoglie, con questo secondo scritto, Il Cerchio Sacro. La funzione rituale della configurazione circolare nell’arte, un testo di grande rilievo per tutti coloro che scrivono di “arte” o aspirano a essere “artisti”.
Il volume si inserisce propriamente nel progetto di rifondazione del senso dell’arte e si rivolge a chi intenda ritrovarne il significato autentico, al di là del nichilismo contemporaneo e di ogni rottura epistemologica con il passato. L’arte, quella autentica, non è nel tempo: non evolve, non muta; essa oltrepassa l’indicibile in una visione del Divino, traccia la via alla Bellezza che, per sua natura, trascende l’umano, consentendo all’uomo di unirsi a Dio. È mediatrice reale, ponte tra Terra e Cielo, tra visibile e invisibile.
Muovendo dall’etimo della parola greca symbolon, il testo restituisce al simbolo la sua funzione originaria di mediazione e congiunzione: atto reale di ricomposizione, rinvio diretto al Principio che, pur trascendente, si riflette in ogni forma autentica. Il simbolo coincide così con ciò che, nelle dottrine tradizionali, è stato inteso come “segno efficace”: presenza e partecipazione, prima ancora che rappresentazione.
In questo contesto, la forma circolare si manifesta come signatura universale, forma privilegiata: una condensazione in cui il visibile contiene e trasmette l’essenza dell’invisibile. Il cerchio appare allora come riflesso di una legge che governa il ritmo stesso del mondo, colto come sua struttura primaria. Il momento in cui il bambino chiude il cerchio nel disegno assume così valore ontologico: istituzione di un centro, delimitazione di uno spazio, fondazione di un mondo, circoscrizione del vuoto.
Questa intuizione trova un’eco profonda nella filosofia antica. In Aristotele il movimento circolare è il più perfetto, perché continuo e senza termine; ma è soprattutto in Platone, nel Timeo, che il cosmo stesso viene pensato secondo la figura della sfera, la più compiuta e autosufficiente immagine visibile di un ordine intelligibile. Il cerchio è perciò figura della perfezione: ciò che non ha inizio né fine, ciò che permane identico a sé pur nel movimento.
Partendo da ricerche psicologiche e pedagogiche, il testo si amplia fino a mostrare come la medesima operazione si ritrovi nelle civiltà tradizionali: il recinto sacro, il mandala, la città sono costituiti mediante atti fondativi attraverso cui lo spazio viene “artificato”, ossia ordinato e ricondotto alla sua origine principiale. L’arte si rivela allora nel suo senso pieno: virtù ordinatrice, capacità di imprimere forma alla materia riconnettendola alla sua Causa; soglia attraverso cui l’Invisibile si lascia intravedere, indicando la via del suo compimento reale.
Le forme, le architetture, i disegni e i movimenti di danza analizzati nel saggio si mostrano come opere rituali in senso proprio. Il confronto tra tradizioni orientali e occidentali arricchisce e conferma questa unità di fondo: dal gesto essenziale dello Zen alla rotazione dei dervisci, dalla cupola del Pantheon fino all’Opera alchemica, il cerchio emerge come figura del ritorno al Principio. La sfera stessa esprime tale totalità: un centro ovunque presente, un perpetuo ritorno.
Su questo sfondo, il saggio mette in luce la condizione della modernità, segnata da una progressiva perdita del centro. L’arte, separata dalla sua funzione conoscitiva e operativa, è ridotta a espressione soggettiva e frammentaria, così smarriscono quella virtus che la rendeva capace di ordinare e riconnettere al Principio.
Si impone così il richiamo alla figura dell’artifex: non creatore arbitrario, ma operatore qualificato, pontifex tra il sensibile e l’intelligibile. L’opera autentica nasce dalla conformità a una legge e implica una trasformazione del soggetto stesso. Ogni vera arte si radica originariamente nel rito, e l’artista è colui che si rende capace di tale atto attraverso una disciplina interiore che dissolve l’illusione dell’individualità separata. Il libro compie così un’opera di rettifica in senso propriamente metafisico, sottraendo la forma alla dispersione delle letture fenomeniche per ricondurla al suo Principio, alla sua Causa. In questa prospettiva, il “cerchio” si rivela come espressione sensibile di una legge universale: manifestazione visibile di un ordine invisibile.
Il Cerchio Sacro si presenta dunque come un invito operativo di fondamentale importanza: riscoprire l’arte nella sua identità originaria di rito, riconoscere nella forma il riflesso del Principio. In questo compimento, il cerchio può richiudersi attorno al suo Centro invariabile, in questo atto il cerchio rivela il suo significato più sottile: esso racchiude e custodisce un vuoto. Non un’assenza, bensì uno spazio originario, principio di ogni possibilità: ciò da cui ogni forma emerge e a cui ogni forma ritorna. In questa soglia silenziosa, il visibile si apre all’invisibile e l’arte ritrova il suo compimento e il suo valore di rivelazione. “Egli non si manifesta nelle immagini che ci si offrono attraverso i sensi, ma in tali immagini Egli ci offre tutte le cose.” (Ermete Trimegisto, V, 1b).

Informazioni aggiuntive

Collana

ARS

Autore

Marina I.A.Raggi Viola

Anno di edizione

Maggio 2026

Rilegatura

brossura cucita filo refe con immagini a colori

N. di pagine

224

ISBN

978-88-31966-59-7

Formato

17×24

Sommario

Prefazione

Introduzione

Capitolo I
Sul Ricongiungimento

I.1. Il senso del simbolo

Capitolo II
Il Processo Formativo

  1. 1. Prime espressioni grafiche nell’infanzia
  2. 2. Le configurazioni elementari nell’ ‘arte primitiva’
  3. 3. Le configurazioni elementari nell’arte sacra

Capitolo III
Il processo interpretativo

III. 1. Sguardo globale

III. 2. Dal punto alla circonferenza al centro

III. 3. L’ universo di Flatlandia

III. 3.1. I quattro angoli del mondo

III. 3.2. I tre lati dell’unità

III. 3.3 La divina proportione. Dell’incommensurabile

III. 3.4. Le forme circolari e le leggi dell’armonia

Capitolo IV
Mandala tradizionali

IV.1. Il centro e il cerchio nei Mandala

IV.2. Tanka

IV.3. Yantra

IV.4. Vastu-Purusha-Mandala

Capitolo V
La presenza o l’assenza dell’immagine nell’arte sacra

V.1. Forme d’arte aniconiche

V.1.1. L’assenza di immagini nell’arte islamica

V.2. L’arte che passa attraverso il fluire del segno, la scrittura

V.3. L’arte iconica come via realizzativa nell’arte tradizionale
cristiana ortodossa

Capitolo VI
Lo spazio sacro

VI.1. Il “gioco” della percezione spaziale

VI.1.1. La simmetria e i rapporti matematici sacri

VI.1.2. I solidi platonici e la cosmologia di Platone

VI.1.3. L’armonia naturale degli elementi nei simboli della genesa
e della pentasfera

VI.1.4. La compiutezza della sfera

VI.2. Le arti dove la forma si fa “luogo”

VI.2.1. L’arco

VI.2.2. La cupola perfetta: il Pantheon

VI.3. Le maestose architetture sacre: la trascendenza
concretizzata nella pietra

VI.3.1. La Piramide

VI.3.2. I teatri e i luoghi di riunione

VI.3.3. Il tempio del Sole

Capitolo VII
La perdita del centro

Introduzione

Prefazione