DUGIN contro DUGIN

€38.00

Una Critica Tradizionale della Quarta Teoria Politica

di Charles Upton

Negli ultimi decenni la figura di Aleksandr Dugin ha suscitato crescente interesse nel panorama filosofico e politico contemporaneo, in particolare negli ultimi anni, in quanto ritenuto filosofo e persino consigliere ispiratore di Vladimir Putin. Considerato da alcuni un teorico della geopolitica eurasiatica e da altri un interprete del “tradizionalismo integrale”, Dugin elabora una complessa sintesi di filosofia, misticismo, ideologia politica e critica della modernità. Tuttavia, la sua opera rimane oggetto di forti controversie, soprattutto nell’ambito degli studi religiosi tradizionali, dove viene spesso accusato di fraintendere la natura stessa della Tradizione che egli pretende di difendere.

Il pensiero di Dugin si caratterizza per un marcato eclettismo: egli attinge simultaneamente a fonti disparate. Tale sincretismo, pur rivelando una notevole erudizione, produce un sistema teorico contraddittorio, in cui la dimensione metafisica e quella politico-culturale tendono a sovrapporsi in maniera erronea.

Nel tentativo di offrire un’alternativa all’egemonia del pensiero occidentale moderno, Dugin elabora un progetto di “rivoluzione conservatrice” e di “risacralizzazione del mondo” in chiave eurasiatica. Tuttavia, la sua filosofia sembra fondarsi più su un’operazione ideologica che su una reale continuità con la Tradizione, intesa in senso metafisico e spirituale.

Da un punto di vista religioso e tradizionale, il limite fondamentale del pensiero di Dugin risiede nel suo tentativo di conciliare elementi eterogenei in un quadro unitario senza il riferimento a un principio trascendente autentico. Nel suo discorso, la trascendenza è frequentemente subordinata a obiettivi geopolitici e culturali, e la metafisica viene piegata a funzione di legittimazione della sua personale prospettiva, come è stato per Julius Evola, di cui Dugin si afferma seguace.

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Una Critica Tradizionale della Quarta Teoria Politica

di Charles Upton

Negli ultimi decenni la figura di Aleksandr Dugin ha suscitato crescente interesse nel panorama filosofico e politico contemporaneo, in particolare negli ultimi anni, in quanto ritenuto filosofo e persino consigliere ispiratore di Vladimir Putin. Considerato da alcuni un teorico della geopolitica eurasiatica e da altri un interprete del “tradizionalismo integrale”, Dugin elabora una complessa sintesi di filosofia, misticismo, ideologia politica e critica della modernità. Tuttavia, la sua opera rimane oggetto di forti controversie, soprattutto nell’ambito degli studi religiosi tradizionali, dove viene spesso accusato di fraintendere la natura stessa della Tradizione che egli pretende di difendere.

Il pensiero di Dugin si caratterizza per un marcato eclettismo: egli attinge simultaneamente a fonti disparate. Tale sincretismo, pur rivelando una notevole erudizione, produce un sistema teorico contraddittorio, in cui la dimensione metafisica e quella politico-culturale tendono a sovrapporsi in maniera erronea.

Nel tentativo di offrire un’alternativa all’egemonia del pensiero occidentale moderno, Dugin elabora un progetto di “rivoluzione conservatrice” e di “risacralizzazione del mondo” in chiave eurasiatica. Tuttavia, la sua filosofia sembra fondarsi più su un’operazione ideologica che su una reale continuità con la Tradizione, intesa in senso metafisico e spirituale.

Da un punto di vista religioso e tradizionale, il limite fondamentale del pensiero di Dugin risiede nel suo tentativo di conciliare elementi eterogenei in un quadro unitario senza il riferimento a un principio trascendente autentico. Nel suo discorso, la trascendenza è frequentemente subordinata a obiettivi geopolitici e culturali, e la metafisica viene piegata a funzione di legittimazione della sua personale prospettiva, come è stato per Julius Evola, di cui Dugin si afferma seguace.

In questo senso, la filosofia duginiana può essere letta come una reazione alla postmodernità che, pur opponendosi ai suoi esiti più evidenti, ne condivide la struttura profonda: la centralità dell’uomo storico, la politicizzazione del sacro, la riduzione dell’ordine metafisico a categoria concettuale o simbolica. Ciò la rende, in ultima analisi, una forma di modernità mascherata.

L’apparato concettuale di Dugin produce una rappresentazione del sacro che, pur evocandone il linguaggio e le immagini, ne perde il nucleo vivo e operativo. Il suo discorso assume i tratti di un misticismo pseudoreligioso, costruito attraverso il sincretismo di dottrine religiose e principi teologici deformati, che finiscono per configurarsi come un simulacro del sacro: un’imitazione esteriore della Tradizione priva della sua dimensione iniziatica e trascendente.

La filosofia duginiana imita la Tradizione, ma non vi partecipa realmente, poiché ne ignora la natura sovra-storica e il principio vivente che la anima. Il pensiero di Aleksandr Dugin rappresenta uno dei tentativi più ambiziosi di formulare una critica globale della postmodernità in chiave antioccidentale. Tuttavia, nella prospettiva delle religioni tradizionali, esso rimane segnato da una contraddizione irrisolta: il desiderio di restaurare il sacro attraverso categorie moderne e strumenti ideologici.

In definitiva, la sua filosofia, pur rivestendosi in modo ingannevole dei linguaggi della metafisica tradizionale e del simbolismo religioso, ne tradisce l’essenza. Lungi dal costituire una “rinascita della Tradizione”, essa si configura come una filosofia pseudotradizionale, un sistema speculativo che confonde l’ordine spirituale con quello politico, che finisce per perpetuare la crisi stessa che intende combattere.

Charles Upton, esponente della metafisica tradizionale e veterano del pacifismo americano, musulmano sufi per vocazione e americano per nascita, è probabilmente il critico che più profondamente ha compreso e al contempo contestato la visione del mondo di Aleksandr Dugin. Nessuno, più di lui, ne ha finora colto le radici spirituali e nessuno è più indignato per la loro distorsione. È per questo che Upton lo affronta su ogni terreno, fronteggiando Dugin in quasi tutti i campi che ha voluto percorrere. Il suo presente saggio intende proporre una lettura critica della filosofia duginiana fondando su una prospettiva religiosa e tradizionale, volta a mettere in luce le ambiguità teoriche e le derive ideologiche che ne minano irrimediabilmente la coerenza interna.

Upton ha messo in luce la posizione radicalmente controtradizionale di Dugin, esamina a fondo quella che egli definisce “Metafisica del Chaos”, e ne evidenzia il carattere di metafisica a rovescia, il contrario della metafisica tradizionale sviluppata da René Guénon e dall’autentico tradizionalismo. In particolare risultano evidenti l’inversione dell’ordine gerarchico che deve sussistere fra il Logos e il Chaos, la concentrazione pressoché esclusiva sul Chaos, l’opposizione della metafisica del Chaos alla metafisica tradizionale, l’assunzione della concezione di Heidegger su Cristo e l’Anticristo e l’insieme delle contraddizioni presenti nelle sue dottrine metafisiche e politiche. Inoltre Upton ha focalizzato l’attenzione sull’utilizzo che Dugin fa in senso improprio della dottrina relativa alle orde di Gog e Magog per elaborare le sue dottrine geopolitiche, così come il fatto che Dugin ha manipolato le dottrine cosmologiche tradizionali per presentare una sorta di escatologia alterata, che regolerebbe le vicende della fine dei tempi”.

Significativo è il fatto che Upton rilevi tutti i passaggi in cui Dugin si mostra “ignorante della metafisica tradizionale” e, a causa di ciò, commetta grossolani errori e stravolga lo stesso tradizionalismo, così come i contenuti che trae dalle tradizioni spirituali autentiche.

Alle proposte politiche e attivistiche fatte da Dugin, Upton contrappone l’azione sacrale promossa dalle vere tradizioni, egli perciò definisce quali siano i veri principi dell’azione sacra e quale debba essere la condotta dell’uomo autenticamente religioso, praticante le vie realizzative regolari nel tempo della fine. Inoltre Upton parla dell’importanza della creazione di un fronte religioso ecumenico integrale, che miri alla costituzione dell’Unità Trascendente delle Religioni, rafforzi tutte le tradizioni spirituali viventi e si opponga ad ogni attacco che le religioni tradizionali stanno subendo nella situazione estrema dell’attuale postmodernità.

L’indirizzo di Upton, come quello dell’autentico “tradizionalismo tradizionale”, è completamente opposto a quello dello pseudotradizionalismo extratradizionale di Dugin e di tanti altri collocati sulla sua linea. II “tradizionalismo a rovescia” fomenta l’isolamento da tutte le tradizioni, a partire dalla loro negazione e dall’affermare falsamente che non esiste più la presenza di Dio in esse, né nelle società attuali. In conclusione Upton mette in evidenza l’inversione della dialettica dell’Anticristo in Dugin, e la sua versione distorta dell’Apocalisse, ad esse contrappone l’esercizio della vera azione sacra, la sola che si debba svolgere in un contesto “apocalittico” come quello attuale, specialmente da coloro che partecipano alle autentiche religioni. Anche Dugin, che si afferma “cristiano” non dimostra di conoscere il Cristianesimo e ne interpreta a rovescia l’escatologia e la condotta che ogni uomo deve tenere fino all’ultimo giorno. Secondo la verità espressa dalle tradizioni, occorre resistere nella “fede”, immobili nella Verità Divina del Logos, totalmente impassibili di fronte a qualsiasi attacco o alterazione che l’avversario vorrebbe compiere nei suoi confronti, fino alla conclusione dei giorni.

La lettura del testo contribuisce a dissipare molte delle illusioni che personalità ed enti dello pseudotradizionalismo mostrano sull’opera di Dugin. Il lettore troverà anche un quadro generale di orientamento al recupero di una corretta visione della situazione attuale dell’umanità, con indirizzi religiosi tradizionali per compiere una scelta di vita appropriata, in tempi molto difficili.

Informazioni aggiuntive

Collana

Oblivium

Autore

Charles Upton

Anno di edizione

Novembre 2025

Rilegatura

Brossura

N. di pagine

536

ISBN

978-88-31966-57-3

Formato

17×24

Sommario

Presentazione

Prefazione

Introduzione: Rapporto da Atlantide

Dugin nel contesto

La visione geopolitica di Dugin

La visione escatologica di Dugin

Una questione di alleanze

La mia prospettiva sulla storia del movimento pacifista degli Stati Uniti

Dalla Rivoluzione Spirituale degli anni ’60 alla Scuola Tradizionalista e alla Covenants Initiative

Il veleno dell’Ideologia

Narod

1.Gog e Magog contro i Patti del Profeta

Una considerazione della geopolitica di Aleksandr Dugin alla luce della cosmologia di René Guénon

Il paesaggio dell’Apocalisse

Atlantide e Iperborea

L’Atlantide e l’Iperborea di Aleksandr Dugin

Gog e Magog contro il conflitto escatologico

I patti del profeta Maometto

Gog e Magog contro Yin e Yang

2.Metafisica Invertita

  • PARTE PRIMA: CRITICA DELLA “METAFISICA DEL CAOS” DALA QUARTA TEORIA POLITICA

Undici principi del tradizionalismo integrale

Su Frithjof Schuon: una digressione necessaria

Tradizionalismo integrale e Aleksandr Dugin

Escatologia duginista vs. escatologia tradizionale/guénoniana

Manvatara

Fedeltà alle Norme del Manvantara vs. Violazione delle Norme

Manifestazioni spiritualmente positive del polo sostanziale: Kali e Theotokos

La dottrina di Dugin sul primato del Caos sul Logos

L’alternativa al culto del Caos: la formazione di un Resto

Cosa è il Chaos?

L’ascesa del Caos, la morte del Logos

La caduta del Logos come principio di ordine sociale

Chaos contro Chaos

Disonestà archetipica

Arrendersi a Kali

L’alternativa al postmodernismo: Metafisica integrale

Dall’egemonia atlantidea a quella eurasiatica passando per il caos postmoderno

Caos contro Cristianesimo

Caos contro Metafisica Tradizionale

Dugin e Heidegger contro Cristo

Il caos come metodo

Il caos può essere il fondamento di un nuovo sistema sociale?

Aleksandr Dugin racconta la Grande Menzogna su René Guénon

Una Vera Metafisica Dietro il “Caos” di Dugin?

La Più Grande Contraddizione di Dugin

Il Liberalismo è Caos

  • PARTE SECONDA: METAFISICA INVERTITA INL’ASCESA DELLA QUARTA TEORIA POLITICA

3.I Vettori del Duginismo

Dugin e Heidegger; il Dasein come pseudo-assoluto

Dugin e Crowley; Il postmodernismo come magia; Il mimetismo come tecnica

Dugin e Nietzsche

Dugin e la Religione

Dugin e l’America, Dugin e Dio

 4.Critica deLa Quarta Teoria PoliticaParte I

Sul Capitolo Uno: “La Nascita del Concetto”

Capitolo Due: “Il Dasein come attore”

Dugin e la Caduta dell’Uomo

Sul terzo capitolo: “La critica dei processi monotoni”

Sul Capitolo quattro: “La reversibilità del tempo”

Sul Capitolo Cinque: “La transizione globale e i suoi nemici”

Sul Capitolo Sei: “Conservatorismo e postmodernità”

L’ignoranza di Dugin sull’Islam

Quando la metafisica diventa sociologia

Sul Capitolo Sette: “’Civiltà’ come concetto ideologico”

Sul Capitolo Otto: “La trasformazione della sinistra nel XXI secolo”

Sul Capitolo Nove: “Il liberalismo e le sue metamorfosi”

Un errore quintessenziale e/o una menzogna fondamentale

La via d’uscita di Dugin – la adotterà?

5.Critica deLa Quarta Teoria PoliticaParte II

Sul Capitolo Decimo: “L’ontologia del futuro”

Una Metafisica del Tempo e dello Spazio Basata sulla Tradizione Primordiale

Sul Capitolo Undici: “La nuova antropologia politica: L’uomo politico e le sue mutazioni”

Sul capitolo dodicesimo: “Quarta pratica politica”

Capitolo tredicesimo: “Il genere nella quarta teoria politica”

La Metafisica della Forma Umana; La Metafisica del Genere

“La Metafisica Primordiale del Genere” da Findings in Metaphysic, Path and Lore

 “L’Alchimia dell’Amore Romantico” da The Science of the Great Jihad: Essays in Principled Psychology

Sul Capitolo Quattordici: “Contro il mondo postmoderno”

Sull’Appendice I: “La soglia dell’azione sacra”

6.Critica deThe Rise of The Fourth Political Theory

Sul Capitolo Uno: “Democrazia: Sacra o Secolare?”

Sul Capitolo Due: “Il conservatorismocome progetto ed episteme”

Sul Capitolo Tre: “L’Occidente e la sua sfida”

Sul Capitolo Quattro: “Il principio di ’Impero’ di Carl Schmitt e la quarta teoria politica”

Sul Capitolo Cinque: “Il progetto ’Impero’”

Sul Capitolo Sei: “Eurasianismo (Poema politico)”

Dugin sull’amore

Eros secondo Dugin e Schuon

Antropologia di Dugin: l’individuo contro il narod

Profezia invertita e il Re di Edom

Controllo mentale eurasiatico spiegato

Sul Capitolo Sette: “La struttura della sociogenesi russa”

Sul Capitolo Otto: “Il Leviatano russo (Terrore di Stato)”

Sul Capitolo Nove: “Mettere in discussione la modernizzazione”

Sul Capitolo Dieci: “Interessi e valori dopo Tskhinvali”

 7.Principi dell’Attivismo Sacro

  • PARTE PRIMA: ATTIVISMO SACRO, METAFISICA TRADIZIONALE E I PATTI DEL PROFETA
  • PARTE SECONDA: PRINCIPI DELL’ATTIVISMO SACRO

Cos’è l’Attivismo Sacro?

La base metafisica dell’Attivismo Sacro

I tre principi dell’Attivismo Sacro

Contemplazione e Azione

Accettare o rifiutare il destino

Questo Mondo

La questione della magia

Il paradigma della guerra

La guerra invisibile

L’importanza della debolezza

La Via della Minima Resistenza

Equilibrio

I quattro livelli dell’azione sacra

L’Ottuplice Ciclo d’Azione

Per concludere

  • PARTE TERZA: ATTIVISMO SACRO, ECUMENISMO DEL FRONTE UNITO E L’ATTACCO ALLA RELIGIONE

Ecumenismo Tradizionalista

Ecumenismo del Fronte Unito

Dugin e il jihadismo; Dugin e il sufismo

L’unità trascendente delle religioni e l’ecumenismo del Fronte Unito

Un possibile progetto per l’ecumenismo del Fronte Unito

L’Ecumenismo del Fronte Unito nel contesto della Fine dei Tempi

8.Parusia e le Leggi dell’Apocalisse

L’Apocalisse della Tradizione contro l’Apocalisse di Dugin

La Necessaria Corrispondenza tra il Rinnovamento
del Macrocosmo e la redenzione del Microcosmo

La dialettica dell’Anticristo di Guénon contro l’inversione di Dugin

Superare la paura della morte

Attivismo Sacro nel Contesto dell’Apocalisse

Inaspettatamente, un’ampia area di consenso

Appendice Uno: Risonanze Templari


Appendice Due: L’Anima di Aleksandr Dugin, l’Anima della Russia